Com’è morto Vespasiano

L’imperatore Vespasiano fu capace di scherzare anche nei suoi ultimi momenti di vita, quando esclamò: «Purtroppo temo che mi stia trasformando in un Dio» (in latino: “Vae, puto deus fio” ). Ad aggravare la malattia sembra sia stata un’indigestione, per avere bevuto una quantità eccessiva di acqua gelata. Egli continuava, però, a compiere i suoi doveri di imperatore, ricevendo anche le legazioni mentre stava a letto.
Sentendosi infine morire per un improvviso attacco di dissenteria, esclamò: «Un imperatore deve morire in piedi». E mentre tentava di alzarsi, spirò tra le braccia di chi lo stava aiutando, il 23 giugno del 79, all’età di sessantanove anni, un mese e sei giorni.Morì nella sua villa presso le terme di Cotilia, nell’attuale provincia di Rieti, dove ogni anno era solito trascorrere l’estate. Verrà divinizzato, in seguito, dal figlio Tito.

Nel suo nono consolato ebbe una leggera malattia in Campania e, tornato subito in città, partì per Cutiliae e il paese intorno a Reate, dove trascorreva l’estate ogni anno. Lì, oltre a un aumento della sua malattia, dopo aver contratto una dissenteria a causa di un uso troppo libero delle acque fredde, continuò comunque a svolgere le sue funzioni di imperatore, ricevendo persino ambasciate mentre giaceva a letto. Preso all’improvviso con un tale attacco di diarrea che quasi svenne, disse: “Un imperatore dovrebbe morire in piedi” e mentre stava lottando per rimettersi in piedi, morì tra le braccia di coloro che cercavano di aiutare lui, il nono giorno prima delle Kalendae di luglio, all’età di sessantanove anni, sette mesi e sette giorni ..

– Svetonio, Vite dei Dodici Cesare, “Vita di Vespasiano” §24 [45]

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