Com’è morto Totò Riina

Nel 2017, gli avvocati di Totò Riina fanno richiesta al Tribunale di sorveglianza di Bologna per il differimento della pena a detenzione domiciliare, sottoponendo come motivazione lo stato precario di salute dello stesso Riina. Il 19 luglio il Tribunale si pronuncia negativamente su questa istanza, spiegando che Riina “non potrebbe ricevere cure e assistenza migliori in altro reparto ospedaliero, ossia nel luogo in cui ha chiesto di fruire della detenzione domiciliare”.

Dopo essere entrato in coma in seguito all’aggravarsi delle condizioni di salute, è morto alle ore 3:37 del 17 novembre 2017, il giorno successivo al suo ottantasettesimo compleanno, nel reparto detenuti dell’ospedale Maggiore di Parma. A seguito del decesso, la Procura di Parma ha disposto che venisse eseguita l’autopsia della salma per escludere un potenziale caso di omicidio colposo o doloso a carico di ignoti. L’autopsia è stata affidata e infine eseguita dall’anatomopatologo Rosa Maria Gaudio, dell’Università di Ferrara. Nei giorni successivi è stato poi sepolto anch’egli, come Liggio e Provenzano, nel cimitero di Corleone.

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