Com’è morto Stefano Rosso

Negli ultimi anni Stefano Rosso riprese a fare concerti e a pubblicare dischi, spesso live o strumentali per chitarra acustica; da segnalare la particolarità del cd Live at the station registrato nel 1999 in una sala d’aspetto di una stazione. Gli ultimi lavori dell’artista, con la produzione di Antonella Orsaja, sono stati Fingerstyle guitar e Live at the Folk Studio del 2003, Banjoman del 2004, Lullaby of birdland del 2006, Mortacci del 2007 e Piccolo Mondo Antico del 2008.

Nel 2005 la ska band Arpioni ha ripreso insieme a Stefano e a Tonino Carotone il pezzo Una storia disonesta nel disco Malacabeza: il pezzo è stato programmato nei maggiori network radiofonici ed ha così vissuto una seconda stagione di notorietà. Stefano Rosso è scomparso a Roma il 15 settembre 2008 all’età di quasi sessanta anni; il cantautore ha sempre tenuta riservata l’informazione riguardo alla sua malattia, tanto che la morte ha colto di sorpresa gli ammiratori.

I funerali si sono svolti due giorni dopo, alle ore 11:00, presso la chiesa di Santa Maria in Trastevere. Giordano Sangiorgi, organizzatore del Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, lo stesso giorno annuncia che la manifestazione dedicherà, a partire dall’edizione dello stesso anno, un premio alla memoria di Stefano Rosso per un giovane talento musicale.

Il 18 e 19 settembre 2009 il cantautore romano Giovanni Del Grillo (suo amico e pianista) organizza una due-giorni di musica e poesia per ricordare Stefano Rosso. Le serate si svolgono al Kollatino Underground, locale di Roma luogo del suo ultimo concerto. Nel 2011 la figlia maggiore Stefania Rossi pubblica il volume Che mi dici di Stefano Rosso?, scritto in collaborazione con Mario Bonanno e pubblicato da Stampa Alternativa, che racconta la vita del cantautore e ne analizza l’opera.

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