Com’è morto Romolo

Dopo trentotto anni di regno, secondo la tradizione (all’età di cinquantaquattro anni), Romolo venne assunto in cielo durante una tempesta ed un’eclissi, avvolto da una nube, mentre passava in rassegna all’esercito e parlava alle truppe vicino alla Palus Caprae in Campo Marzio. L’improvvisa scomparsa del loro fondatore fece sì che i Romani lo proclamassero dio (con il nome di Quirino, in onore del quale fu edificato un tempio sul colle, chiamato in seguito Quirinale), figlio di un dio (Marte), re e pater (padre) di Roma. Ancora ai tempi di Plutarco si celebravano molti riti nel giorno della sua scomparsa, avvenuta secondo tradizione il 5 o il 7 luglio del 716 a.C.

Sembra anche che, per dare maggiore credibilità all’accaduto, la tradizione racconta che riapparve al suo vecchio compagno albano Proculo Giulio, il più antico personaggio noto appartenente alla gens Iulia.

«Stamattina o Quiriti, verso l’alba, Romolo, padre di questa città, è improvvisamente sceso dal cielo e apparso davanti ai miei occhi. […] Va e annuncia ai Romani che il volere degli Dei è che la mia Roma diventi la capitale del mondo. Che essi diventino pratici nell’arte militare e tramandino ai loro figli che nessuna potenza sulla Terra può resistere alle armi romane.»

(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 16.)

L’evidente somiglianza delle tradizioni, ha indotto alcuni storici a ritenere che questo racconto abbia ispirato quello relativo alla risurrezione di Gesù. Nella probabile realtà storica, invece, il primo re di Roma sarebbe morto assassinato dai Patres durante una seduta del consiglio regio al Volcanal (ovvero il tempio di Efesto nel Foro romano).Si racconta infatti che, a causa delle continue limitazioni che aveva posto al Senato, organo divenuto più che altro di facciata ad una forma di monarchia sempre più “assoluta”, soprattutto dopo la morte di Tito Tazio, caddero sui suoi membri sospetti e calunnie. Il suo corpo sarebbe stato poi simbolicamente smembrato dai senatori, “a causa del suo carattere troppo duro” e le sue parti (divise tra gli stessi membri del Senato) sepolte nelle varie aree componenti il territorio della città.

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