Com’è morto Rasputin

Nella notte tra il venerdì 16 e sabato 17 dicembre (Calendario Giuliano), Jusupov, accompagnato dal dottor de Lazovert, si recò all’appartamento di Rasputin; verso l’1:00 di notte, i tre giunsero a Palazzo Jusupov dove Rasputin fu accompagnato in una stanza, recentemente restaurata e insonorizzata del seminterrato; inoltre, erano state preparate quattro bottiglie di vino dolce. I cospiratori, invece, attendevano nella sala da disegno del palazzo: erano il granduca Dmitrij Pavlovič, il deputato Vladimir Mitrofanovič Puriškevič, l’assistente medico Lazovert; Suchotin, un amico della madre di Feliks Jusupov giunse insieme a due dei cognati del principe Jusupov, il principe Fëdor Aleksandrovič Romanov e il principe Nikita; è controverso se vi fossero presenti donne o se fossero state invitate per l’evento.

Nelle sue memorie, Jusupov offrì il tè a Rasputin insieme a un buon numero di Petit four al cui interno era stata aggiunta una gran quantità di cianuro; poi, su richiesta dello stesso Rasputin, suonò la chitarra e cantò due ballate gitane, infine, Jusupov impegnò Rasputin in una conversazione in merito al ruolo politico dell’imperatrice Alessandra. Frattanto, secondo la testimonianza di Puriškevič, Jusupov offrì diverse bottiglie di vino provenienti dalla propria riserva privata; dopo un’ora Rasputin parve abbastanza ubriaco ma ancora non dava segnali di avvelenamento: timoroso che potesse sopravvivere fino al giorno dopo, Jusupov salì (almeno tre volte secondo Puriškevič) al piano di sopra per consultare gli altri congiurati finché si decise di sparare a Rasputin; sceso nuovamente insieme a Dmitrij, Feliks sparò colpendo Rasputin nel petto tra lo stomaco e il fegato per poi risalire al piano di sopra.

Ridisceso a ricontrollare il corpo, sembra che Rasputin abbia riaperto gli occhi e si sia lanciato contro Jusupov per poi avventarsi verso le scale e tentare di uscire dal Palazzo; allarmato dal rumore, Puriškevič scese al piano inferiore e sparò ripetutamente a Rasputin: uno dei proiettili penetrò il rene destro e si conficcò vicino alla spina dorsale; Rasputin cadde a terra sulla neve, appena fuori dalla porta.

In uno stato di parossismo totale, Jusupov sparò alla vittima nell’occhio destro con la pistola: questo fu il colpo fatale e Rasputin morì nel giro di venti minuti.

Dopo aver scartato l’idea di bruciare il corpo (come precedentemente avevano pianificato), i cospiratori, usando l’auto di Puriškevič, si diressero verso l’Isola Krestovskij e gettarono il cadavere dalla macchina oltre il parapetto in un buco nel ghiaccio che ricopriva il fiume Malaja Nevka.

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