Com’è morto Osama Bin Laden

Alle ore 01:09 del 2 maggio 2011, nelle prime ore dopo mezzanotte, data e ora del fuso orario del Pakistan, un plotone di 24 assaltatori appartenenti all’unità anti-terrorismo DEVGRU dei Navy SEAL (i corpi speciali della Marina degli Stati Uniti), con l’appoggio della Special Activities Division della CIA, condusse un’operazione militare ad Abbottabad, vicino a Islamabad, presso una palazzina indipendente del leader di al-Qāʿida, individuato grazie a un’azione di spionaggio condotta fin dall’agosto del 2010 e lo uccisero in un assalto. Nella stessa notte del 1º maggio 2011 (fuso orario di Washington, dove non era ancora passata la mezzanotte), il presidente Barack Obama, che aveva seguito l’intera operazione attraverso le riprese di microcamere poste sugli elmetti degli assaltatori e di un drone, ne ha annunciato la morte.

Nel raid sarebbero morti altri membri del gruppo di comando di Bin Laden, o della sua famiglia.

La scelta di utilizzare l’azione mirata portata in loco dal commando, in luogo del lancio di una bomba convenzionale aviolanciata e guidata, ad altissimo potenziale, sarebbe stata presa per limitare morti e distruzioni (nel fabbricato dove era alloggiato bin Laden risiedevano almeno 20 persone, fra cui alcune donne e bambini) e – non secondariamente – anche per avere l’assoluta certezza del decesso di bin Laden.

Le modalità di conduzione dell’operazione e la trafugazione e distruzione del cadavere hanno tuttavia suscitato critiche, provenienti, tra gli altri, dall’ex-cancelliere tedesco Helmut Schmidt, che ha evidenziato «una chiara violazione delle leggi internazionali» e dal ministro svizzero Ueli Maurer che ha criticato Obama di «elevare il terrorista al suo stesso livello»

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