Com’è morto Oliver Hardy (Ollio)

La coppia Stanlio e Ollio tornò ancora in due occasioni sul palcoscenico in Gran Bretagna, prima nel 1952 e poi nel 1953-1954. Il grande favore del pubblico li spinse ad andare avanti finché le condizioni di salute di Babe prima, e quelle di Stan dopo, peggiorarono così tanto da costringere i due a concludere in anticipo il loro ultimo tour nel maggio del 1954.

Oliver Hardy trascorse il 1956 cercando di riprendersi e sottoponendosi a una dieta molto rigida. Per la prima volta nella sua vita si ritrovò ad essere magro, anche se non gli piaceva esserlo. Preferì abbandonare le scene e chiudersi in casa, senza vedere più nessuno. Il 14 settembre del 1956, un ictus lo portò alla semiparalisi; non poteva quasi più muoversi e, come racconta lo stesso Stan, aveva difficoltà anche a parlare, per cui i due ricorsero alla loro arte mimica per comunicare a gesti. In una lettera che Stan inviò a John Municino il 9 luglio del 1957, si fa riferimento a un cancro che si era sviluppato nell’organismo di Oliver e che lo fece dimagrire ancora di più.

Morì la mattina del 7 agosto del 1957 all’età di 65 anni, presso la casa della suocera, al 5421 di Auckland Ave, a North Hollywood. È stato cremato e le sue ceneri sono state seppellite nel Masonic Garden (Giardino Massonico) del cimitero Valhalla Memorial Park Cemetery, a Nord di Hollywood.[7] Stan, pur consapevole delle pessime condizioni dell’amico, rimase comunque sconvolto alla notizia della sua morte. Dichiarò alla stampa: «Che cosa c’è da dire. È scioccante, naturalmente. Ollie era come un fratello. Questa è la fine della storia di Laurel e Hardy».

Oliver Hardy è anche ricordato come appartenente alla massoneria e fu membro della loggia Salomon Lodge nº20, di Jacksonville, in Florida, ed è citato come tale in numerosi elenchi di massoni famosi. Il film I figli del deserto è del resto espressamente ispirato a una branca della Massoneria statunitense, lo Shrine. Sulla lapide della sua tomba, nel 1977 i massoni dell’Antico Ordine Arabo dei Nobili del Santuario Mistico vollero collocare una targa commemorativa con inciso: “Oliver Hardy 1892-1957, un genio della comicità – Il suo talento portò gioia e risate in tutto il mondo”.

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