Com’è morto Lucio Battisti

Tra il 29 e il 30 agosto 1998 si diffonde la notizia del ricovero di Battisti in un ospedale milanese. Durante gli 11 giorni di ricovero, per volere della stessa famiglia, non viene diffuso alcun bollettino medico. Saputo del ricovero, Mogol scrive una lettera a Battisti e la fa recapitare alla clinica. Solo dieci anni più tardi venne a sapere che Battisti si commosse leggendola.

Il 6 settembre le sue condizioni si aggravano e l’8 viene spostato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Paolo di Milano. Lucio Battisti muore la mattina del 9 settembre 1998, all’età di 55 anni; le cause della morte non sono state comunicate ufficialmente: il bollettino medico riporta solamente che «il paziente, nonostante tutte le cure dei sanitari che lo hanno assistito, è deceduto per intervenute complicanze in un quadro clinico severo sin dall’esordio». Secondo alcune voci non confermate il musicista sarebbe morto per linfoma maligno che aveva colpito il fegato; altre voci affermarono che avesse sofferto di glomerulonefrite. Ai funerali, celebratisi in forma strettamente privata a Molteno, furono ammesse appena 20 persone, tra le quali Mogol.

Dopo la morte di Battisti, il New York Times pubblicò un breve profilo su di lui scrivendo: «il più famoso cantante pop italiano, paragonato a volte a Bob Dylan, non per il contenuto politico delle sue canzoni ma per aver definito un’era». Il giornale definì Battisti “la voce degli italiani diventati adulti alla fine degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70”. Il quotidiano ricordò inoltre che Battisti agli albori della sua carriera aveva scritto canzoni di successo non solo per cantanti italiani ma anche “per americani come Gene Pitney e gli Hollies”.

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