Com’è morto il Generale Rommel

Dopo il fallito complotto del 20 luglio 1944 contro Adolf Hitler, Rommel fu sospettato di connessioni con i cospiratori. Bormann era sicuro del coinvolgimento di Rommel, Goebbels non lo era affatto e tuttora non è ancora chiaro quanto Rommel sapesse del complotto. Il caso di Rommel passò alla “Corte Militare d’Onore”, l’organismo che si occupò poi di giudicare anche tutti gli altri coinvolti. Questa corte includeva, tra gli altri, Heinz Guderian, Gerd von Rundstedt e Heinrich Kirchheim; quest’ultimo era stato licenziato dopo Tobruk dallo stesso Rommel nel 1941. La corte si espresse favorevolmente al fatto che Rommel venisse degradato ed espulso dall’esercito.

Hitler ad ogni modo si rese conto della grande popolarità di Rommel presso il popolo tedesco e del fatto che il trattarlo come un traditore, malgrado l’errore compiuto, sarebbe risultato dannoso per gli uomini al fronte. Il Führer pertanto inviò a casa di Rommel due suoi generali, Wilhelm Burgdorf e Ernst Maisel, che portavano con sé l’ordine di Hitler: egli offriva a Rommel tre scelte: presentarsi personalmente ad Hitler per discolparsi, oppure suicidarsi con la pastiglia di cianuro portatagli da Burgdorf, oppure affrontare la corte marziale per alto tradimento e la condanna a morte senza nessuna garanzia per il futuro della sua famiglia.

Durante il colloquio e sino all’ultimo Rommel dichiarò la propria fedeltà a Hitler e alla causa nazista, negando il proprio coinvolgimento nel complotto che lo aveva colpito ed il piacere di continuare a servire la propria patria. Diversi storici hanno dibattuto sulla sincerità di questi sentimenti, anche se ad oggi si ha motivo di credere che la fedeltà verso la causa di Hitler fosse sincera per Rommel, ma a quel punto della sua vicenda questa passava in secondo piano agli occhi del Führer. Rommel infine optò per il suicidio, probabilmente per evitare le rappresaglie nei confronti della propria famiglia e dei propri collaboratori che avrebbero fatto seguito ad una sua condanna per tradimento.

Con tutto ciò in mente, Rommel decise di spiegare la propria decisione alla moglie ed al figlio, ai quali intimò di mantenere l’assoluto segreto sulla vicenda pena la loro stessa morte. Rommel indossò la sua uniforme degli Afrika Korps, prese con sé il proprio bastone da maresciallo e venne caricato sull’automobile di Burgdorf, guidata dal sergente capo Heinrich Doose, che si fermò poco fuori dal villaggio. Doose si allontanò dalla macchina, lasciandovi Rommel assieme a Burgdorf. Cinque minuti dopo Burgdorf uscì dalla vettura facendo cenno ai due uomini di tornare verso la macchina: era il 14 ottobre 1944 e Rommel aveva posto termine alla propria vita, quasi certamente tramite assunzione di una capsula di cianuro di potassio. Il corpo venne portato all’ospedale di campo di Wagner-Schule affinché un medico ne constatasse ufficialmente il decesso, redigendo un certificato che adducesse cause di morte naturali. Dieci minuti dopo la morte di Rommel, il gruppo telefonò alla moglie del generale per informarlo dell’avvenuta morte del marito. Il referto clinico ufficialmente reso noto al pubblico dichiarò che Rommel era morto a causa di un arresto cardiaco, complicato da un’embolia cerebrale derivata dalle fratture al cranio che aveva subito in precedenza.

Rommel venne seppellito con pieni onori militari come previsto per un eroe di guerra, dopo grandiosi funerali di Stato che si svolsero ad Ulma e, secondo il figlio, questo avvenne nella città tedesca anziché a Berlino per espressa volontà del padre.[26] La sua famiglia ebbe garanzia di aver salva e sicura la propria vita oltre a godere di una pensione di guerra.[27] Hitler non prese parte ai funerali ufficiali, ma decise di inviare il feldmaresciallo von Rundstedt che non era a conoscenza del fatto che Rommel fosse morto per ordine dello stesso Führer e che fosse in evidenza la corona di alloro personalmente fatta comporre da Hitler per l’occasione.

Hitler diede successivamente ordine di costruire un monumento al suo generale. Una volta trovato un blocco di marmo adatto iniziarono i preparativi, ma ormai la situazione in Germania era talmente grave dal punto di vista militare che non se ne fece più nulla. Dopo la guerra vennero pubblicati i diari di Rommel e la verità sulla morte del feldmaresciallo degli Afrika Korps divenne nota solo nel 1945, quando gli alleati intervistarono la moglie ed il figlio del defunto generale.

Rommel è attualmente tumulato nel cimitero di Herrlingen. Per molti decenni dopo la fine della guerra, alla ricorrenza della sua morte i veterani con lui della campagna d’Africa dell’esercito tedesco gli tributarono onori.

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