Com’è morto Giovanni Verga

La sua ultima novella, intitolata Una capanna e il tuo cuore, risale al 1919 e fu pubblicata anch’essa postuma, il 12 febbraio 1922 sull’Illustrazione italiana, mentre nel 1920 verrà pubblicata un’edizione riveduta delle Novelle rusticane a Roma sulla rivista La Voce.

Nel luglio di quell’anno, per gli ottanta anni dello scrittore, si tennero a Catania le onoranze presso il Teatro Massimo Vincenzo Bellini alla presenza dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce e il discorso ufficiale fu tenuto da Luigi Pirandello. Sempre in quell’anno Verga ricevette, a Roma, la nomina di senatore del Regno, per decisione del Re Vittorio Emanuele III. Furono tra le poche apparizioni pubbliche dello scrittore dopo il ritiro a Catania.

Il 24 gennaio 1922, colto da ictus, non riprese conoscenza e il 27 gennaio morì per emorragia cerebrale a Catania nella casa di via Sant’Anna, assistito dai nipoti e dall’amico De Roberto, e dopo aver ricevuto l’estrema unzione, richiesta dai familiari nonostante durante tutta la vita fosse stato dichiaratamente scettico, se non ateo e materialista. Il patrimonio di Verga passò, in maggioranza, al nipote primogenito Giovanni Verga Patriarca.
Giovanni Verga riposa oggi nel “viale degli uomini illustri” del cimitero monumentale di Catania.

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