Com’è morto Enrico VIII

Nel 1544, nonostante l’obesità, quasi sicuramente lo scorbuto dovuto a una pessima alimentazione – negli ultimi anni, il sovrano pesava all’incirca 180 kg per 1,85 m di statura – e l’aggravarsi della gotta e del diabete, Enrico VIII prese parte all’assedio di Boulogne, espugnando la città dopo oltre due mesi di assedio. Gli ultimi anni furono segnati da un inarrestabile declino fisico e mentale, culminato nelle accuse di eresia e tradimento lanciate contro la moglie Caterina Parr, che evitò l’arresto nell’estate 1546 solo dopo aver formalmente ribadito la propria sottomissione al consorte, e nell’arresto del giovane conte di Surrey e dell’ormai anziano genitore di questi, Thomas Howard, III duca di Norfolk con l’accusa di tradimento. Surrey fu decapitato il 19 gennaio 1547 e il padre ebbe salva la vita unicamente perché l’esecuzione fu rimandata in seguito alla morte del re.

Dopo alcuni giorni di agonia, durante i quali non riuscì più neppure a parlare, Enrico si spense il 28 gennaio 1547 nel palazzo di Whitehall. Le spoglie del sovrano vennero inumate nella Saint George’s Chapel del Castello di Windsor, vicino alla terza moglie Jane Seymour.

In conseguenza dell’Atto della successione del 1544, l’unico figlio maschio di Enrico, Edoardo, ereditò la corona, diventando Edoardo VI. Edoardo fu il primo monarca protestante a regnare in Inghilterra. Poiché Edoardo aveva soltanto nove anni, non poté esercitare un potere reale. I sedici esecutori che formavano il consiglio di reggenza scelsero Edward Seymour, primo duca di Somerset, come Lord protettore del regno, affiancato da Lord Hertford, il quale tuttavia venne sostituito presto da John Dudley, primo duca di Northumberland, e condannato a morte per tradimento. Il duca, tuttavia, non prese il titolo di Lord protettore, ma invitò Edoardo a dichiarare la sua maggiore età prima dei diciotto anni, trasgredendo quindi le volontà di Enrico VIII.

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