Com’è morto Emiliano Sala

Il 21 gennaio 2019 l’aereo privato che lo trasportava da Nantes a Cardiff, un Piper PA-46 Malibu del 1984 con codice di registrazione N-264DB, scomparve dai radar mentre stava sorvolando il canale della Manica, al largo di Alderney nelle Isole del Canale. L’aereo era partito da Nantes alle 20:15 locali ed ebbe l’ultimo contatto con il controllo del traffico aereo del Baliato di Jersey alle 20.30 locali ad un’altitudine di 700 m a 7 miglia nautiche a nord ovest di Alderney.

Il 30 gennaio venne annunciato che il lunedì precedente sono state rinvenute delle probabili parti dell’aereo in Francia, nei pressi della costa della Normandia. Furono rinvenuti due cuscini da sedile, in una spiaggia vicino Surtainville, a 40 km dall’isola britannica di Alderney. Il 3 febbraio il velivolo venne identificato a 67 metri di profondità sul fondale del canale della Manica, circa 20 miglia nautiche a nord di Guernsey grazie all’ausilio di un sonar. Il giorno seguente venne ritrovato un corpo all’interno del relitto, che il 7 febbraio venne confermato dalla polizia del Dorset essere quello del calciatore. L’11 febbraio i risultati dell’autopsia hanno comunicato che Sala è deceduto per le “ferite alla testa e al tronco”.

Dopo la notizia della sua morte, tanti sono stati i messaggi di cordoglio e le commemorazioni della sua scomparsa. Il Nantes, l’ultima squadra in cui aveva militato, ha deciso di ritirare per sempre la maglia numero 9. Dopo la morte di Sala, il Nantes ha richiesto il pagamento del cartellino.

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