Com’è morto Emile Zola

Émile Zola muore nel 1902, soffocato nel sonno dalle esalazioni di una stufa, all’età di 62 anni, ma i dubbi su un assassinio non sono stati mai fugati del tutto. La moglie Alexandrine, sentendosi male prima di andare a dormire, si rifugiò nel bagno, mentre lo scrittore non si preoccupò dell’odore di fumo, cercando di rassicurare la moglie e credendo di aver solo mangiato del cibo avariato. Quando andò ad aprire la finestra, inciampò e batté la testa.

Fu ritrovato morto al mattino, mentre la moglie fu soccorsa e ricoverata, riuscendo a salvarsi. La morte di Zola venne archiviata, dopo alcune improbabili ipotesi (suicidio e intossicazione alimentare) nel 1903 come avvelenamento accidentale da monossido di carbonio e l’ipotesi dell’omicidio, pur possibile, non ha mai avuto prove certe.

Nel 1953 l’anziano Pierre Hacquin, farmacista, rivelò infatti al giornalista Jean Bedel di aver raccolto la confessione di un certo Henri Buronfosse (morto nel 1928), un fumista che sosteneva di aver ostruito appositamente il camino di Zola, in quanto con i domestici e gli spazzacamini si era occupato di ripulire la canna fumaria dell’appartamento parigino dove lo scrittore era appena tornato da Medan. Hacquin e Buronfosse erano membri di un gruppo nazionalista, la Lega dei Patrioti. Buronfosse avrebbe detto al compagno di partito di aver avuto la complicità del domestico dello scrittore, Jules Delahalle, il quale però aveva sempre mostrato molto attaccamento verso Zola. Essendo morto il sospetto attentatore e non essendoci prove che potessero verificare la confessione, il caso non fu riaperto. La motivazione del gesto sarebbe stata ovviamente politica: Buronfosse intendeva vendicare l’affronto del caso Dreyfus, che egli considerava colpevole come gran parte dell’estrema destra.

La stampa nazionalista e antisemita esultò alla morte di Zola. Ci fu molta emozione anche all’estero, dove molte cerimonie si tennero in memoria dello scrittore francese e la stampa tedesca, inglese e americana rese ampi resoconti. Il tributo fu internazionale e al funerale intervenne Anatole France, che insistette per tenere discorsi in memoria dell’impegno politico. Una delegazione di minatori accompagnò la processione, cantando “Germinal Germinal!”. Lo scrittore venne sepolto nel cimitero di Montmartre, nella tomba che è oggi un cenotafio. Le spoglie di Zola furono infatti sepolte in seguito nel Pantheon – accanto alle tombe di due altri grandi scrittori francesi, Alexandre Dumas padre e Victor Hugo – dove furono traslate nel 1908. Durante la solenne traslazione avvennero incidenti fomentati dalla destra, e un giornalista estremista sparò a Dreyfus (graziato, e poi riabilitato solo dopo la morte di Zola) che assisteva alla cerimonia, ferendolo leggermente a un braccio.

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