Com’è morto Al Capone

Nel 1930 Capone fu dichiarato “nemico pubblico numero uno” dalla stampa statunitense e da J. Edgar Hoover, che lo inserì nella lista dei criminali pericolosi dello FBI. Andrew Mellon, segretario del Dipartimento del Tesoro statunitense ordinò ad Eliot Ness di catturarlo, facendo nascere così la squadra degli “intoccabili”, i quali intercettarono le telefonate ed esaminarono tutte le transazioni finanziarie dei soci di Capone per incastrarlo, intraprendendo anche sequestri di carichi di alcolici. Le prove raccolte da Ness e dalla sua squadra portarono alla formazione di un grand jury, che incriminò Capone, suo fratello Ralph, i suoi sodali Jack Guzik e Frank Nitti insieme ad altri gangster del “Sindacato” di Chicago per evasione fiscale e violazione del Volstead Act, la legge sul proibizionismo.

Il 6 ottobre 1931 Capone si presentò in un tribunale federale per l’inizio del suo processo; i suoi sodali si erano procurati l’elenco dei potenziali giurati popolari e cominciarono a corromperli con ogni mezzo possibile, ma all’ultimo momento la giuria fu sostituita da una completamente nuova, che venne messa sotto protezione. Il 17 ottobre la nuova giuria giudicò Capone colpevole solo di una parte delle imputazioni per evasione fiscale, condannandolo comunque a undici anni di carcere e a una pesante multa di 50.000 dollari.

Capone venne inviato nel penitenziario di Atlanta, in Georgia, dove condusse una vita migliore rispetto al resto dei carcerati perché disponeva di lussi e privilegi e aveva la possibilità di continuare a governare i suoi interessi anche dalla reclusione. Ma, nell’agosto 1934, Capone fu trasferito nel nuovo carcere di Alcatraz, dove ricevette un trattamento più duro, e tutti i contatti con l’esterno vennero così interrotti. Nel 1938 i medici diagnosticarono a Capone una forma di sifilide, contratta in età giovanile, e lo fecero ricoverare nella sezione ospedale di Alcatraz, dove trascorse tutto l’anno. Infine, nel novembre 1939, Capone tornò in libertà, dopo che la sua condanna era stata ridotta a sei anni e cinque mesi per buona condotta e per crediti di lavoro in carcere.

Affetto da una demenza derivata dalla sifilide, venne fatto ricoverare dalla moglie Mae in un ospedale di Baltimora, dal quale venne dimesso nel marzo 1940. Dopo aver lasciato Baltimora, Capone si ritirò nella sua tenuta di Miami, dove continuò le cure. Il 25 gennaio 1947, venne colpito da un ictus e da una polmonite causati dalla malattia, che lo portarono alla morte all’età di 48 anni. Capone venne seppellito al Mount Carmel Cemetery di Chicago.

Leave a Reply