Com’è morto Adolf Hitler

Le armate tedesche non riuscirono ad arrestare l’avanzata degli Alleati e, mentre i sovietici si aprivano la strada verso il centro di Berlino, Hitler si suicidò nel suo bunker intorno alle ore 15.30 del 30 aprile 1945, insieme all’amante Eva Braun che aveva sposato il giorno prima; aveva cinquantasei anni. La versione ufficiale riporta dapprima il suicidio di Eva, avvelenatasi con una fiala di cianuro, che Hitler somministrò precedentemente anche al suo cane Blondi per verificare che fosse veramente letale. Poi, non è chiaro se anche Hitler avesse preso il cianuro dopo di lei, ma è sicuro che secondo alcune testimonianze fu ritrovato morto nel suo sangue con un colpo della sua pistola Walther PPK, sparatosi alla tempia destra.

Come parte delle sue ultime volontà, ordinò che il suo corpo venisse portato all’esterno e bruciato e così avvenne, nello stesso pomeriggio, intorno alle ore 15.50-16.00. Nel suo testamento inoltre depose tutti gli altri capi nazisti, nominando soltanto il Großadmiral Karl Dönitz come nuovo Presidente del Reich e Joseph Goebbels come nuovo cancelliere del Reich. Tuttavia quest’ultimo si suicidò la mattina del 1º maggio 1945, insieme alla moglie, dopo aver ucciso i suoi sei figli, quindi anch’egli si fece bruciare. Dönitz fu invece catturato e processato.

I resti parzialmente carbonizzati di Hitler vennero ritrovati la mattina del 2 maggio 1945 e identificati da uomini del KGB (attraverso le impronte delle arcate dentarie), quindi in seguito seppelliti a Magdeburgo, nella Germania orientale. Pare che intorno all’aprile 1970 nella zona in cui i resti furono seppelliti venne deciso di costruire una zona residenziale. I servizi segreti sovietici riesumarono i resti di Hitler, di Eva Braun, di Joseph Goebbels e della sua famiglia, li cremarono totalmente e gettarono le ceneri nel fiume Elba.

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