Com’è morta Mia Martini

Quando nei primi mesi del 1995 annunciò la partenza per una nuova tournée con la partecipazione di Mimmo Cavallo e dei suoi musicisti, era già da qualche anno che la cantante soffriva di un fibroma all’utero per il quale non intendeva farsi operare, temendo possibili cambiamenti al suo timbro vocale. Per questo motivo assumeva farmaci antidolorifici le cui dosi sono poi state pubblicamente giudicate eccessive da familiari, amici e colleghi.

Pochi giorni prima della sua morte, impegnata con i primi concerti del nuovo tour, la cantante venne ricoverata per due volte sia ad Acireale che a Bari a causa di dolori allo stomaco e al braccio sinistro, che però vennero ignorati anche dal suo entourage.

Il 14 maggio 1995, a seguito di alcuni giorni di irreperibilità, il suo manager richiese l’intervento delle forze dell’ordine: i vigili del fuoco irruppero quindi nell’appartamento di via Liguria 2 a Cardano al Campo, in provincia di Varese, dove Mia Martini si era trasferita da circa un mese per essere più vicina al padre, con il quale si era riconciliata. Qui il corpo senza vita della cantante venne ritrovato riverso sul letto, in pigiama, con le cuffie del mangianastri portatile nelle orecchie e con il braccio proteso verso un vicino apparecchio telefonico.

Intervistata per lo speciale televisivo de La Storia siamo noi, andato in onda a dieci anni dalla morte dell’artista, la sorella Olivia dichiarò di essere stata l’ultima a sentire la sorella telefonicamente, qualche giorno prima del suo ritrovamento: Mia le aveva detto di sentirsi molto affaticata dagli ultimi concerti, avvisandola inoltre di non preoccuparsi se non avesse risposto al telefono, perché impegnata con la preparazione in cuffia del brano da presentare a Viva Napoli.

La Procura di Busto Arsizio aprì un’inchiesta e dispose l’autopsia, il cui referto indicò come causa della morte dell’artista un arresto cardiaco da overdose di stupefacenti, segnatamente cocaina.

Le ipotesi di suicidio succedutesi nei giorni seguenti il ritrovamento del cadavere sono state più volte smentite dalle sorelle. Alcuni anni dopo Olivia, la minore delle Berté, definì addirittura “stupendo” l’ultimo periodo di vita della cantante, sia dal punto di vista degli impegni professionali che per quanto riguarda l’ambito familiare.

Ai suoi funerali, svoltisi il 16 maggio nella chiesa di San Giuseppe a Busto Arsizio, presero parte circa quattromila persone e un buon numero di persone dello spettacolo e colleghi. La sua bara era coperta da una bandiera del Napoli, la squadra di calcio per cui faceva il tifo. Dopo le esequie il corpo fu cremato, ottemperando alla volontà del padre, le sue ceneri vennero deposte nel cimitero di Cavaria con Premezzo, accanto ai nonni. L’inchiesta sul decesso venne archiviata in tempi brevi. Il 6 ottobre 2017 muore a 95 anni il padre Giuseppe e viene seppellito accanto a lei.

Nel maggio 2009 la sorella Loredana Bertè, in un’intervista a Musica leggera, torna a parlare della morte della sorella, gettando pesanti ombre sul ruolo del padre nell’intera vicenda. Un anno dopo, in una dura intervista televisiva a Top Secret del 10 giugno 2010, la Bertè accusa nuovamente il padre di avere usato violenza contro la prima moglie e le figlie durante l’infanzia, accuse puntualmente confermate dalla sorella Leda, ma soprattutto denunciando di aver visto il corpo di Mimì ricoperto di lividi e che la sua salma sia stata cremata troppo in fretta dopo il decesso.

La sorella Olivia nel 2019 ha ridimensionato le affermazioni di Loredana sul suo rapporto con la sorella Mimì.

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