Com’è morta Cleopatra

Nel 30 a.C., Ottaviano prese possesso della città e del palazzo reale di Alessandria, tenendo nelle proprie mani Cleopatra e i suoi tre figli più piccoli. Quando la regina venne a sapere da un certo Cornelio Dolabella che Ottaviano aveva intenzione di portarla a Roma insieme ai suoi figli e dal momento che non voleva essere esposta in trionfo, trovò finalmente il modo di porre fine alla propria vita il 10 o 12 agosto. Le fonti a noi giunte sono tutte d’accordo con il dire che la modalità del suicidio non è nota, ma tutte parlano dell’uso di veleni e riportano che l’unica cosa certa è che il solo segno di violenza trovato sul corpo furono due piccoli fori sul braccio: la regina si fece avvelenare forse dal morso di un aspide o di un cobra egiziano (questa versione è diventata la più popolare), o attraverso un ago o una spilla, o con un unguento di qualche tipo.
Nonostante Ottaviano fosse rimasto molto contrariato dalla morte della regina, concesse che venisse seppellita con rito reale accanto ad Antonio. Dopo qualche giorno dalla morte di Cleopatra anche Cesarione, il suo figlio maggiore, trovò la morte per ordine di Ottaviano, il quale fu convinto in tal senso dal filosofo Ario Didimo; gli altri tre figli della regina furono invece condotti a Roma per essere cresciuti come cittadini romani. La conquista dell’Egitto da parte di Ottaviano rappresentò l’ultimo conflitto dell’età ellenistica, iniziata con l’improvvisa morte di Alessandro Magno nel 323 a.C., e la scomparsa di Cleopatra ne è generalmente considerata la data finale.
Il governo della nuova provincia d’Egitto fu affidato a Cornelio Gallo e il resto dei territori tolemaici fu o annesso direttamente da Roma o dato ai sovrani clienti orientali; le statue di Antonio furono fatte distruggere, mentre quelle di Cleopatra furono risparmiate, sia per non interferire con le questioni religiose egizie sia poiché un membro della corte della regina pagò Ottaviano 2000 talenti per assicurarsi che la memoria della sovrana rimanesse intatta.

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