Com’è morta Caterina D’Aragona

Dopo il divorzio, Caterina venne trasferita nel maniero di Amphill nel Bedfordshire, dove ebbe notizia delle nozze tra Enrico e Anna Bolena, celebrate segretamente nel gennaio 1533, quando Anna era probabilmente incinta di alcune settimane. Il 23 maggio 1533, l’arcivescovo Thomas Cranmer dichiarò ufficialmente la nullità del matrimonio con Enrico e da quel momento Caterina tornò a essere solo “principessa vedova di Galles”, lo stesso titolo che le era stato attribuito dopo la morte di Arturo Tudor.

Dopo un breve soggiorno nel maniero di Buckden, Caterina fu infine trasferita nel castello di Kimbolton, nel Cambridgeshire, dove trascorse gli ultimi tre anni di vita, senza più poter rivedere la figlia Maria e persistendo nel rifiuto di riconoscere le seconde nozze di Enrico.

Di salute sempre più malferma, Caterina morì a mezzogiorno del 7 gennaio 1536, tra le braccia dall’amica e dama di compagnia María de Salinas, dopo aver ricevuto i sacramenti. Le sue ultime parole furono: “In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum” ovvero “Signore, nelle tue mani affido il mio spirito”. L’ambasciatore imperiale Eustace Chapuys si era recato al suo capezzale per alcuni giorni ma, sperando che la donna potesse riprendersi, era subito ripartito per Londra.

Nel suo testamento, Caterina supplicò re Enrico di assicurare una dote alle proprie dame e concluse “vi assicuro che i miei occhi desiderano posarsi su di Voi più che su qualsiasi altra cosa”.

Nonostante voci insistenti parlassero di un avvelenamento, è probabile che la causa del decesso sia da attribuire a un sarcoma al cuore, che, durante il processo di imbalsamazione, apparve di colorito nerastro e coperto di escrescenze, compatibili con delle metastasi. Alla notizia della morte di Caterina, Enrico vestì di giallo, colore che in Spagna era associato al lutto.

I funerali di Caterina ebbero luogo il 29 gennaio 1536 e la salma della regina fu sepolta nella Cattedrale di Peterborough, nel Cambridgeshire, in una sobria tomba tuttora esistente. Lo stesso giorno, Anna Bolena ebbe un aborto spontaneo, probabilmente il secondo o il terzo, in seguito al quale cadde definitivamente in disgrazia presso il sovrano.

Una leggenda popolare vuole che dopo la decapitazione di Anna Bolena, avvenuta il 19 maggio dello stesso anno, i ceri posti presso la tomba di Caterina si fossero accesi da soli.

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